Non è facile trovare un ottimo ristorante e una splendida attrattiva turistica in un colpo solo, ma noi siamo stati fortunati e in un week end fuori porta nelle Marche abbiamo trovato tutto questo "Da Maria".
Risalendo per soli 2 km dalle celeberrime grotte di Frasassi in direzione Genga, infatti, troviamo questo romantico ristorante.
Romantico perché si erge sulla frazione Pierosara, dai nomi dei due sfortunati innamorati la cui storia è raccontata sul menù, oltre che per il suggestivo panorama in cui è immerso.
Le numerose segnalazioni ed il comodo parcheggio che ci hanno guidato ed accolto, potevano far pensare in un primo momento al classico ristorante turistico, ed invece si sono rivelati solo fra i motivi in più per tornare in questo splendido posto.
Ciò che salta subito agli occhi sfogliando il menù è la vastissima scelta di specialità regionali, ma non solo, e i prezzi onestissimi.
L'antipasto misto della casa è un piatto molto grande che sorregge crostini e affettati misti, e al centro, questa è la novità, una sorta di raviolone ripieno di verdure in salsa di pomodoro.
Le salse sui crostini non sono le solite, spiccano infatti quelle al tartufo e agli asparagi, quasi a dare un anticipo sui sapori guida delle pietanze successive.
I primi sono una vera specialità, tutti rigorosamente fatti in casa, si vede e soprattutto si sente: dal taglio irregolare degli gnocchi alla consistenza inconfondibile della sfoglia dei ravioli.
Ne abbiamo assaggiati tre ritenendoli rappresentativi della zona e della stagione, ma è stato durissimo scegliere: Gnocchi ripieni di cinghiale con sugo di cinghiale, Ravioli al tartufo e i caratteristici Strengozzi agli asparagi.
La prima scelta è per i viziosi, quando il piatto sta per finire si inizia a mangiare uno gnocco alla volta, anzi, metà alla volta, così fuoriesce il sorprendente ripieno e si intinge il tutto nel saporito sughetto.
I ravioli sono deliziosi e profumatissimi, perché il tartufo, prodotto tipico marchigiano, è grattato davvero sul piatto e non in crema, come spesso propinato nei posti turistici.
Gli strengozzi, il caratteristico formato di pasta della regione, legavano a perfezione con gli asparagi, consigliati dalla gentilissima cameriera perchè "raccolti in alta montagna".
Sembrava uno slogan ma guardando fuori le finestre ci siamo fidati, assaggiandoli ci abbiamo creduto e abbiamo ordinato un'altra porzione.
Per secondo abbiamo preso Cinghiale alla cacciatora,Agnello alla scottadito, e un succulento Filetto al cartoccio con funghi porcini.
Se il cinghiale con olive, polposo e gustoso, è stata una scelta dettata dal menù stesso che lo annoverava fra le specialità del ristorante, l'agnello è stata una scelta sperimentale in quanto sappiamo essere piatto tipico di un'altra regione, il Lazio.
Ebbene, siamo rimasti piacevolmente sorpresi quando, addentando quelle costolette tenerissime e dall'inconfondibile sapore, abbiamo scoperto che anche le Marche sanno il fatto loro.
Il filetto era cotto a regola d'arte, croccante fuori e morbido dentro, scartandolo si è sprigionato un profumo molto invitante di porcini.
Mentre assaporavo questi eccezionali secondi, ho visto sfilare davanti a me almeno altre due portate che dovrò assolutamente tornare ad assaggiare: uno Stinco di maiale al rosmarino e un Coniglio arrotolato in porchetta.
Anche se sazi non abbiamo saputo resistere ai dolci tipici: Salame al cioccolato, tagliato a fette proprio come il salame, di cui ha solo la forma, ma interamente composto di cioccolato, nocciole e mandorle.
Inoltre tozzetti con visciolata, liquore a base di succo di visciole. Assortita la scelta di crepes, con gelato e frutta stagionale.
Insomma, se andate a vedere le grotte di Frasassi non portatevi il solito panino!
Chiara De Angelis
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